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Ogni libro è un viaggio

di Emily Pigozzi

 

Se ami leggere, lo sai bene. Ed è una cosa che ti nasce dentro. Forse, a darti l’imprinting è stata una fiaba che hai amato, o un eroe di carta che ti ha fatto battere il cuore molto prima di quanto tu possa ricordarlo. È quel vuoto allo stomaco che ti prende quando vedi una bella copertina, una sinossi che ti parla e ti spinge a leggere proprio quella storia, in quel preciso momento. Come se il tuo cuore sapesse ciò di cui hai bisogno: amore, sorrisi, scoperta, paura, dolore. Nel rassicurante e intimo contatto tra le parole e nella parte più sincera di te, nel silenzio. No, forse i libri non ti salvano, come pensa Alisea, la protagonista del mio romanzo, che nelle storie che la circondano ha trovato un bozzolo in cui riparare il suo cuore ferito. Ma di certo ti offrono una chiave per capire come farlo. Sono un viaggio, sempre, in qualcuno diverso da te, in un tempo e in uno spazio indefiniti e lontani dalla tua realtà. Sono come la prova del sentimento disperato e contorto di Heathcliff per Catherine: un messaggio da lanciare per chi vuole un amore assoluto. Sono la scanzonata paura di crescere di Will di Un ragazzo: accettare le proprie debolezze, provando a sconfiggerle. Sono le favole delle notti buie, come quelle di Nycteris e Photogen, a ricordare che bisogna sempre portare un pizzico di magia nella propria vita.

Un po’ come ne Il mio vento di primavera, dove Alisea cerca di parlare di sé al cuore di Giorgio attraverso romanzi scelti per lui. I libri sono la carta selvaggia che travolge e scombina il cuore, porta la felicità e la voglia di osare, nel modo più semplice e incredibile del mondo: facendo riflettere. Un viaggio interiore che ti accompagna alla ricerca della migliore versione di te, alla scoperta della vita e delle sue sfumature. Rassicurante, perché la sua storia è lì, fra le tue mani, già scritta. Ma ogni volta pronta a essere rivissuta, amata, odiata, sempre in modo differente. Anche il libro in apparenza più insignificante si infila nelle pieghe del tuo cuore e ti lascia qualcosa. Un’emozione, un insegnamento. Quello di cui avevi bisogno. Perché, come dice Miss Imogen (che di libri se ne intende!): «Alla fine l’amore ti trova. Segue strade strane e imperscrutabili, coinvolge libri, drammi, tempeste di neve. Ma quando non te lo aspetti arriva, e sa essere speciale come una primavera tardiva».

Intervista a Emily Pigozzi

In occasione dell’uscita del suo romanzo Il mio vento di primavera, abbiamo intervistato l’autrice Emily Pigozzi. Ci ha parlato un po’ di sé e ci ha raccontato com’è nato il romanzo e quali sono state le letture, le serie tv e le esperienze da cui ha tratto ispirazione. Buona lettura!

 

Parlaci di te in… 140 caratteri?

Sono una sognatrice concreta, so essere sarcastica, pungente, logorroica, amante della musica e dei dolci. Una mamma e una moglie non convenzionale, o forse sì. Insomma, un bel guazzabuglio tutto al femminile!

Quando hai cominciato a scrivere? Qual è stato – se ce n’è uno – l’evento o il momento in cui è scattata la magia?

Scrivo da sempre, da quando ho imparato a farlo. Scrivere per me è una magia, qualcosa che mi accompagna, che mi fa sentire bene, amata, forte. Ho iniziato con la poesia durante le scuole elementari, e mi piaceva comunque inventare storie. Arrivare alla narrativa, però, è stato un lungo processo, che ha richiesto tempo e coraggio, e l’evento che mi ha portata a scrivere il mio primo romanzo è stata la voglia di razionalizzare un periodo molto difficile della mia vita. Di lì mi sono sentita liberata, e le storie che portavo nel cuore sono fluite in libertà, una dopo l’altra.

 

Cosa ti ha spinto a scrivere questo romanzo? (Un evento specifico? Un ricordo?)

Il mio vento di primavera è arrivato come un regalo, in una notte d’inverno. Mi sono resa conto che i suoi protagonisti erano dentro di me, un po’ come fossero vecchi amici.

Nella storia, poi, sono scivolate tante passioni, immagini, ricordi di viaggio, colori ed emozioni che mi hanno sempre suscitato Roma e Londra, le due città dove è ambientato. È un romanzo dove i profumi e le sensazioni fanno da padroni, e scriverlo è stata una vera gioia, come un bel regalo.

 

Riassumi la trama in 200 battute.

Un bel chirurgo italiano con un segreto. Una ragazza un po’ hippie che si nasconde in una pittoresca libreria di Londra. Una tempesta di neve, un mare di libri, qualche mistero, la primavera che incombe… e tanta voglia di lasciarsi andare all’amore!

 

Come hai deciso l’ambientazione?

Io adoro le ambientazioni italiane, ma ciò non toglie che ogni tanto mi piaccia far viaggiare i miei personaggi. Giorgio, il protagonista, è un romano innamorato della sua città e dei suoi magnifici colori. L’idea di trasferirsi a Londra per lavoro non lo esalta, e mi è piaciuto giocare sul contrasto tra la soleggiata capitale italiana e quella inglese, che naturalmente finirà per conquistarlo… grazie all’amore! Londra, dal fascino cosmopolita e bohémien, è una città che adoro e che trovo incredibilmente romantica.

 

Che cosa rende particolari i personaggi del tuo romanzo? Qual è il tuo preferito?

Io ho un difetto: mi innamoro sempre dei miei protagonisti! E quindi sono cotta di Giorgio, della sua forza, del suo coraggio, della sua volontà di essere un bravo chirurgo e anche una brava persona. Fa degli errori, ma è profondamente buono e onesto, pronto a lasciarsi travolgere dall’amore vero, forse per la prima volta. Ma non posso dimenticarmi di Miss Imogen, un personaggio straordinario e sopra le righe, folle e saggio: una vecchietta colorata e nostalgica della Swinging London, con un sacco di storie da raccontare… una figura divertente e tutta da scoprire!

 

Cosa può insegnare la tua protagonista alle donne e, in particolare, alle lettrici Emma?

Alisea è una donna ferita: imperfetta, forte ma fragile, un po’ come tutte le mie protagoniste. Porta su di sé il peso di un passato drammatico dal quale sta cercando con tutte le sue forze di uscire. Questo la rende timorosa anche verso l’amore, che potrebbe distruggere la tranquillità che ha finalmente conquistato. Senza dubbio Alisea può raccontare che il passato ci caratterizza e ci rende ciò che siamo, ma non deve mai sopraffarci: c’è sempre un domani cui guardare per ricominciare, e nel quale portare solo il meglio di noi.

 

Che cosa senti di dire – o dare – tu in quanto autrice alle lettrici con questo romanzo?

Molto difficile, suona come una grande responsabilità! Ma senza dubbio, senza presunzione, desidero regalare qualche ora spensierata, un momento di gioia e di piacere, un sorriso, un’evasione dalla realtà e tanta voglia di innamorarsi e sognare. Che poi è ciò che io stessa cerco in un romanzo rosa!

 

Ti viene in mente qualche collegamento ideale con personaggi famosi (film, serie TV, etc.) o altri personaggi tratti da romanzi e perché?

Questo romanzo è un concentrato di sogni, e quindi di sicuro ci sono film, libri e canzoni che mi hanno ispirata. Potrei citare uno dei più bei film romantici girati a Londra, e cioè Notting Hill, ma anche i film e i documentari che parlano della Swinging London, come Good ol’Freda (La segretaria dei Beatles), e naturalmente, visto che parliamo di un protagonista che fa il chirurgo, non posso non citare una delle mie serie preferite, Grey’s Anatomy!

I film e le serie tv che preferisco, però, sono quelli che costruisco nella mia testa con i protagonisti dei miei romanzi, e che continuano a vivere anche molto tempo dopo che il libro è stato scritto…

 

Qual è il tuo romanzo preferito?

Questa è dura, ne ho tantissimi! Ne cito tre: Il mandolino del capitano Corelli di Louis de Bernières, La storia di Elsa Morante e La lunga vita di Marianna Ucrìa di Dacia Maraini.

 

Femminile digitale o… di carta?

Entrambi! L’importante è che sia un bel libro. Però devo ammettere che negli ultimi anni il digitale mi ha conquistata: tanti libri sempre con me e nessun senso di colpa per la mia povera libreria, ormai prossima all’esplosione! Credo che il digitale abbia aperto, e stia aprendo, molte strade agli scrittori e ai lettori.

 

Il mio vento di primavera

Intervista a Laura Fioretti

Abbiamo intervistato per voi Laura Fioretti, una nuova autrice Emma che esordirà nella collana Love il prossimo 15 marzo, con il romanzo Un battito di ciglia.

Ecco cosa ci ha raccontato. Buona lettura!

 

 

Parlaci di te in… 140 caratteri?

Sono iperattiva, dispotica, perfezionista e tendenzialmente ottimista. Passerei le mie giornate a leggere e scrivere e… a mangiare pizza.

 

Quando hai cominciato a scrivere? Qual è stato – se ce n’è uno – l’evento o il momento in cui è scattata la magia?

Ho iniziato da ragazzina, sui banchi di scuola. Ero molto timida (dopo sono guarita), e scrivevo storie d’amore usando come protagonisti i ragazzi che mi piacevano e che, nella mia fantasia, s’innamoravano perdutamente di me.

 

Cosa ti ha spinto a scrivere questo romanzo? (Un evento specifico? Un ricordo?)

Questo romanzo è nato in una notte, dopo che due mani si sono sfiorate, e dopo una frase sussurrata davanti a un grande cancello di una vecchia villa. Io lì, testimone casuale, ero pronta a cogliere l’attimo.

 

Riassumi la trama in 200 battute.

Lola è una scrittrice di gialli; Paolo è il fratello del suo editore. L’attrazione fra loro è tangibile. Una casa in riva al mare è testimone della passione e del sogno che vorrebbero vivere insieme.

 

Come hai deciso l’ambientazione?

Nei miei romanzi inserisco spesso cittadine abruzzesi, regione nella quale vivo e amo. L’ho fatto anche in questo, ma gran parte della storia si svolge fra Pesaro e Bologna, città che conosco bene.

 

Che cosa rende particolari i personaggi del tuo romanzo? Qual è il tuo preferito?

I miei personaggi sono imperfetti e molto simili alle persone che ci circondano quotidianamente. La loro semplicità, forse, li rende particolari. Il mio personaggio preferito è Lola, la protagonista femminile, alla quale ho regalato il mio carattere e il mio modo di fare.

 

Che cosa può insegnare la tua protagonista alle donne e, in particolare, alle lettrici Emma?

Che ci sono rapporti impossibili cui dobbiamo saper rinunciare, anche quando è doloroso. Inoltre, che i sentimenti vanno gestiti con rispetto, sempre.

 

Che cosa senti di dire – o dare – tu in quanto autrice alle lettrici con questo romanzo?

Vorrei che le lettrici si riconoscessero in Lola e che imparassero ad amare anche le sue debolezze. Scrivo di donne e per le donne, sperando che chi legge possa comprendere e accettare anche comportamenti non sempre condivisi o condivisibili.

 

Ti viene in mente qualche collegamento ideale con personaggi famosi (film, serie TV, etc.) o altri personaggi tratti da romanzi e perché?

No, direi proprio di no; almeno in questo caso. 

 

Qual è il tuo romanzo preferito?

D’istinto ti rispondo I ponti di Madison County, di Robert J. Waller.

 

Femminile digitale o… di carta?

Entrambi! I libri di carta hanno un fascino innegabile, ma per chi, come me, viaggia tanto, avere in borsa un dispositivo poco più grande di un cellulare, che contiene più di 600 titoli, è la svolta. Non potrei proprio fare a meno del mio lettore, anche se non ho abbandonato del tutto il cartaceo.

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Dalla parte delle donne

A casa di Emma la donna è al centro dal 2011. Siamo nate per le donne, alle donne dedichiamo il nostro lavoro quotidianamente. Così i temi a loro cari – la famiglia, la casa, le relazioni, il lavoro in casa e fuori casa, l’autodeterminazione, l’amicizia, la sorellanza, l’amore, la maternità, la violenza – sono per noi oggetto di discussione costante, ogni volta che lavoriamo a una nuova uscita o a un’iniziativa. In ogni storia del nostro catalogo che sia un romanzo d’amore o un memoir, c’è un’eroina, cioè una donna che sogna, ama, progetta, sbaglia, sbaglia ancora, trova la sua strada, disegna il suo futuro. Che sia madre, moglie, compagna, single. E in ogni eroina Emma c’è un pezzo di ognuna di noi.

Le storie sono lo strumento che abbiamo scelto per riflettere e capire quale sia la donna a cui vogliamo andare incontro, non solo la lettrice ideale, ma la donna che vorremmo diventare, perché sì, con il rosa e le sue sfumature questo è possibile. E se questo genere letterario non esistesse, forse tante cose non le avremmo capite. Così, in occasione di un 8 marzo che si preannuncia più urgente che mai, abbiamo scelto di proporvi 8 titoli per 8 storie diverse*, ognuna associata a uno dei temi fondamentali nella vita delle donne:

La bambina-fiore, per tutte le donne che affrontano maternità difficili. Per chi sceglie di essere mamma, per chi invece sceglie di non esserlo.
Terzo tempo, per le mamme lavoratrici e le donne freelance, che fanno fatica a ritagliarsi un tempo tutto per sé.
Amiche in alto mare, per il diritto a viaggiare, sole o in compagnia, senza paura.
La ricompensa, perché ci schieriamo contro la violenza sulle donne.
Famiglia: femminile, plurale, per una famiglia allargata, aperta alle differenze e alla condivisione.
Buon lavoro!, per il diritto al lavoro delle donne alle stesse condizioni degli uomini.
Non avrai il mio shampoo, per accettarsi e farsi accettare, e andare oltre i condizionamenti estetici.
La tata, per il diritto a vivere e amare nella legalità, in ogni luogo del mondo.

Con questi 8 libri ci schieriamo quindi dalla parte delle donne, delle storie, della lettura. E quando queste tre cose coesistono, allora non c’è d’aver paura.

Buon 8 marzo a tutte, diventate ciò che desiderate!

Emma Books (Maria Paola, Valeria, Viola, Valentina, Elena)

 

*I titoli elencati sono disponibili per l’acquisto in tutte le librerie digitali. Dal 7 all’11 marzo 2017 saranno in promozione a €0,99.