Come un daiquiri su una spiaggia di Honolulu

Paolo Tudor dev'essere davvero un uomo affascinante. Certo, non è lui a dircelo in questo racconto in prima persona firmato Sergio Grea, altrimenti tutto il suo fascino svanirebbe in un sol colpo. Ma possiamo capirlo dalle reazioni che suscita nelle persone che incontra: da William Spencer Henceforth, il decano dell'università di Stanford che lo invita a tenere un corso di storia economica, a Marion Van Valkstein, una bellissima e brillante donna bionda che incontra per caso sulle spiagge di Honolulu, tutti sembrano ammaliati dalla sua presenza. Marion, ad esempio, lo ha invitato a bersi un daiquiri nel giardino di casa sua appena lo ha conosciuto. Lei, bibliotecaria e scrittrice, lui, professore e autore. Ma la magia si è rotta in un lampo che ha lasciato un rivolo di sangue sulla fronte di Marion. Un colpo di pistola ha compromesso quell'incontro per sempre, ma non è andato del tutto a segno: Marion riesce a sopravvivere, ma cade in coma e l'unico legame che sembra restare tra Paolo e la donna sono le indagini in corso. Le loro vite potrebbero separarsi così come si sono intrecciate, in un attimo, per caso, se non fosse che un'altra coincidenza segna il perenne viaggiare di Paolo: Nicole, la sua nuova coordinatrice didattica a Stanford, è una cara amica di Marion. Questi due incontri, decisi da un destino curioso quanto intrigante, scatenano una serie di eventi che portano Paolo e Nicole a sciogliere la matassa di intrighi nascosta dietro il misterioso libro a cui Marion stava lavorando... Rivalità familiari, complotti internazionali e naturalmente lo sbocciare di un nuovo amore sono gli ingredienti irresistibili che Sergio Grea, noto al pubblico anche con lo pseudonimo di Angela P. Miller, miscela con sapiente maestria ne Il falco di pietra, un racconto giallo-rosa da gustare come un daiquiri su una spiaggia di Honolulu... senza distrarsi un attimo!
Mi alzo. Mi sporgo attraverso il tavolo e la bacio. Nicole mi risponde. È solo un attimo. Invece è lungo quanto la vita che ho già vissuto. Quella di prima che le mia labbra incontrassero le sue. Quella che adesso mi sembra sia stata inutile e senza senso. «Paolo, io non... io non capisco più niente» sussurra Nicole. «I sogni non vanno capiti.»